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Odio la gente priva di delicatezza, che non sa dare il giusto valore a un gesto gentile, a un sorriso garbato, a un regalo piccolo ma cercato, voluto e confezionato con le proprie mani. Odio quelli che non sanno cogliere la loro presenza nei tuoi pensieri, che non si accorgono che quell' azione è generata dall'ombra dei loro profili nella tua testa al momento del concepimento, senza congetture, senza aspettarsi in cambio nulla se non la comprensione dell'intenzione.
Odio la gente rintanata nelle proprie pellicce di egoismo, con il cuore gonfio d'anestetico e lo sguardo autoriflesso, che non osserva, non coglie i dettagli, quei fondamentali nanosecondi che collegano espressione, gesto, parola; che non sa interpretare quella piccola eppure percettibile incrinatura nel tono di voce dettata da un'improvvisa delusione, come una lama che sfiora le corde vocali sfilacciandole leggermente.
Odio chi non capisce, ancor di più chi non si sforza di capire, molto di più chi capisce e non ritiene che sia così importante. Odio chi lascia cicatrici e non se ne accorge neppure se gliele metti sotto gli occhi.





Pubblicato il 22/1/2007 alle 17.32 nella rubrica Diario.

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