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Che voglia che ho di cambiare le cose...
Ah, se la vita fosse una stanza, un telefonino, una testa capelluta, una macchina fotografica... non appena si avverte l'esigenza di un mutamento, basta spostare un soprammobile, andare dal parrucchiere o in un negozio di elettronica.
Invece è un groviglio inestricabile di diffidenza, malintesi, raccomandazioni, sentimenti non corrisposti, competizioni, invidie, ex-ma non troppo ex- fidanzati/e, intoppi burocratici, meccanismi insidiosi e complicatissimi che possono modificarsi lievemente ma, nel complesso, rimangono statici e producono malumori e monotonia.
E il tempo scorre, scorre come un fiume che ha rotto gli argini e si prepara all'inondazione. La rapidità con cui si succedono settimane, mesi, anni mi terrorizza; mi angosciano le vecchie foto, gli amici che si sposano, le discussioni di lavoro, quei quattro anni appena che mi separano dai 30, la prospettiva del distacco.
Probabilmente è per questo che, non appena si toccano determinati argomenti (carriera, matrimonio/convivenza, figli), salta fuori agguerrito il mio lato bellicoso. In verità non so ancora cosa significhi essere adulti, e temo immensamente quell'attimo mai troppo lontano in cui ne avvertirò irrimediabilmente il senso.

Pubblicato il 14/6/2007 alle 21.53 nella rubrica Diario.

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