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Stazioni

Mi sento come se fossi su un treno che rimane fermo, mentre tutti gli altri partono e vanno chissà dove
Io rimango lì, da sola, rinchiusa in un vagone di seconda classe, rannicchiata su un sedile scucito che odora di unto e sudore
Rimango lì e guardo fuori dal finestrino, i binari vuoti e sporchi e un topo che li percorre, e un anziano barbone che dorme in un angolo, fra i cartoni
Distendo le gambe, poggio i piedi sul sedile di fronte, scrivo il mio nome sul vetro umido
E aspetto


Pubblicato il 13/2/2008 alle 18.34 nella rubrica Diario.

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